IDROCEFALO OSTRUTTIVO
L’idrocefalo è un accumulo anormale di liquido cerebrospinale, o liquor, all’interno dei ventricoli del cervello.
Eziologia
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Ridotto assorbimento:
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Ostruttivo, o non comunicante: blocco prossimale alle granulazioni aracnoidali, con allargamento dei ventricoli prossimalmente al blocco
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Comunicante, o non ostruttivo: difetto nel riassorbimento dei villi aracnoidei
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Iperproduzione: tumori dei plessi corioidei
Eziologie specifiche
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Congenito:
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Malformazione di Chiari tipo 1 e 2
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Stenosi acqueduttale primaria
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Gliosi acqueduttale secondaria
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Malformazione di DandyWalker con atresia dei forami di Luschka e Magendie
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Acquisito:
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Infettivo: post-meningite o neurocisticercosi
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Post-emorragico: emorragia subaracnoidea e/o emorragia intraventricolare
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Da effetto massa: può essere neoplastico, per lesioni che bloccano il circolo liquorale, soprattutto quelli che si sviluppano nei dintorni dell’acquedotto di Silvio, o per malformazioni arterovenose cerebrali
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Post-chirurgico
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Neurosarcoidosi
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Da tumore spinale: per aumento proteico, o aumento della pressione venosa, o da pregresse emorragie
Clinica
I principali segni e sintomi di idrocefalo sono:
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Papilledema
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Cefalea
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Disturbi dell’andatura
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Paralisi del sesto nervo cranico
In età pediatrica, i sintomi possono essere diversi:
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Anormalità della circonferenza cranica
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Bulging delle fontanelle
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Ingorgo delle vene dello scalpo
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Paralisi del sesto nervo cranico
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Paralisi dello sguardo verticale da pressione sulla regione del recesso soprapineale
Diagnosi
Per la diagnosi dell’idrocefalo ostruttivo è fondamentale lo studio TC cranio e RM encefalo con dinamica di flusso liquorale.
Elementi suggestivi per la diagnosi di idrocefalo:
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La dimensione dei corni temporali è > 2 mm in profondità
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Scissura Silviana, interemisferica e solchi non visibili
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Ratio corni frontali/diametro biparietale (da tavolato interno a tavolato interno) > 0,5
Altri elementi:
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Balloning dei corni frontali (Mickey Mouse ventricles) e del III ventricolo
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Ipodensità periventricolare in TC o iperintensità periventricolare in T2 che suggeriscono trasudazione transependimale
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Indice di Evans: Ratio corni frontali/ diametro biparietale > 0.3
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Assottigliamento del corpo calloso in RM sagittale
Diagnosi differenziale
Ci sono condizioni che possono mimare l’idrocefalo che non sono tuttavia correlate a un inadeguato assorbimento di liquor:
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Idrocefalo ex vacuo: allargamento dei ventricoli dovuta a perdita di tessuto cerebrale (atrofia cerebrale), maggiormente presente in malattia di Alzheimer, in malattie di Creutzfeldt-Jakob o in trauma cranico.
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Anomalie dello sviluppo in cui i ventricoli appaiano allargati:
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Agenesia del corpo calloso
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Displasia setto-ottica
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Idranencefalia
Gestione chirurgica
L’obiettivo della terapia chirurgica è raggiungere una funzione cerebrale ottimale, che spesso richiede una normalizzazione della pressione intracranica.
Opzioni chirurgiche:
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Terzoventricolocisternostomia endoscopica
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Derivazioni ventricolari, maggiormente rappresentate da derivazione ventricolo-peritoneale, derivazione ventricolo-atriale e derivazione lombo-peritoneale
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Eliminazione della causa dell’ostruzione
Terzoventricolocisternostomia endoscopica
Si usa nei pazienti con idrocefalo ostruttivo.
Consiste nel creare una stomia tramite endoscopio intraventricolare tra il pavimento del terzo ventricolo e le cisterne della base, mettendo così in comunicazione il sistema liquorale sovratentoriale con il sistema sottotentoriale bypassando l’acquedotto di Silvio.
Complicanze:
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Danno ipotalamico
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Danno della ghiandola ipofisaria
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Paralisi transitoria di terzo e sesto nervo cranico
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Danno di vasi arteriosi o venosi con sanguinamento non controllato
Tasso di successo: 56%
Derivazione ventricolo-peritoneale
È la tecnica di shunting ventricolare più comunemente usata e connette il ventricolo laterale nella sua porzione prossimale con la cavità peritoneale, che ha una pressione simile a quella atmosferica.