La lombosciatalgia cronica
Dalla sintomatologia alla soluzione: capire la lombosciatalgia cronica
Un dolore intenso che interessa la parte bassa della colonna (area lombare-sacrale): fastidio, intorpidimento, formicolio che si irradia verso gli arti inferiori.
Stiamo parlando di sintomi comunemente definiti “mal di schiena”: nella maggior parte dei casi sono occasionali, altre volte invece rendono invalidante la vita della persona.
In questo articolo facciamo chiarezza sui sintomi della lombosciatalgia, le cause e forniamo una panoramica su come interviene il neurochirurgo nel trattamento di questa patologia degenerativa spinale.
Cos’è la lombalgia cronica
La lombalgia che coinvolge anche le radici nervose si associa alla cosiddetta “sciatica”. Sono sintomi che sottendono un pizzicamento di una o più radici spinali (es. nervo sciatico) causati dall’ernia del disco oppure da un restringimento del canale lombare che compromettono il buon funzionamento di un elemento nervoso.
Quindi: la persona percepisce un dolore intenso e persistente nella zona lombo-sacrale. Questo malessere spesso è associato a un bruciore, intorpidimento, sensazione di “crampi profondi”, dolore che si irradia in uno o entrambi gli arti. Il dolore quando è così inteso può impedire il movimento corretto di un piede o di una coscia, ad esempio. Ecco: questa lombalgia sintomatica ha una componente neurologica che deve essere trattata.
Possiamo inoltre dire che la lombalgia diventa cronica quando i sintomi sono costanti nella loro intensità e persistenti nel tempo (+ 4/6 mesi).
Come viene individuata la lombalgia cronica
Nell’esame diagnostico la risonanza magnetica è in grado di vedere all’interno del rachide il tessuto nervoso (le radici); in questa fase si può vedere se c’è un conflitto tra un disco che fuoriesce e la radice nervosa o se c’è un restringimento del canale dove le radici nervose passano. La risonanza magnetica è uno strumento che fa capire al neurochirurgo come intervenire.
Gli altri tipi di esami complementari sono i Raggi X, la TAC.
Un esame di supporto ai precedenti è l’Elettromiografia, che va ad analizzare quanto la radice nervosa è in sofferenza e quanto è urgente il tipo di trattamento per quella lombalgia.
Quali sono le opzioni di trattamento disponibili
Procediamo per step. All’esordio degli episodi dolorosi del tratto lombo-sacrale è opportuno intervenire con un trattamento farmacologico per eliminare il dolore. Se la terapia farmacologica ha avuto successo allora si può pianificare con il proprio curante un trattamento conservativo: lavorando con dei professionisti sulla postura e sulla riabilitazione dell’area interessata.
Nel caso in cui, purtroppo, il dolore persiste e si aggiunge un deficit neurologico si può intervenire con la neurochirurgia.
Quali sono gli interventi chirurgici principali di neurochirurgia sull’area lombare.
Per la lombalgia cronica gli interventi principali sono sostanzialmente due: uno ha come obiettivo l’asportazione di un'ernia del disco che pizzica una radice. L’altro tipo di intervento viene effettuato in caso di restringimento del canale lombare che coinvolge anche il tessuto nervoso. L’obiettivo qui è duplice: si asporta l’ernia e si opera per andare a ristrutturare e restaurare il canale che contiene il nervo. In questa seconda fase dell’intervento in gergo “fissazione vertebrale” si usano dei supporti come viti o gabbie che hanno come obiettivo quello di mantenere aperto lo spazio tra una vertebra e l’altra, liberando così le radici nervose dall’intrappolamento che causa dolore e infiammazione al paziente.
Per concludere
Non deve essere scontato che per una lombalgia la giusta terapia sia l’intervento chirurgico. Lo specialista ha necessità di studiare a fondo la patologia del paziente, il suo stile di vita, per valutare insieme il percorso di trattamento corretto.
*I contenuti di questa pagina sono esclusivamente ad uso informativo e in nessun caso devono sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento prescritti dal proprio medico curante. La risposta allo stesso trattamento può variare da un paziente all'altro. Consultatevi sempre con il vostro medico su qualunque informazione relativa a diagnosi e trattamenti ed attenetevi scrupolosamente alle sue indicazioni.